Il tasso d’interesse


E' uno degli elementi principali del conto corrente, e soprattutto quello che va sempre contrattato. Il buon esito della trattativa dipenderà:
  • dall'entità della somma che verrà depositata (più è elevata, maggiore sarà il nostro potere di contrattazione)
  • dalla regolarità dei versamenti, come stipendio o pensione, previsti sul conto; in questo caso la banca avrà il vantaggio di poter contare su importi sicuri ogni mese.
Riguardo alla percentuale di tasso d'interesse creditore offerta dalla banca, bisogna prestare molta attenzione che venga indicata con estrema chiarezza la distinzione tra tasso lordo e tasso netto, che rappresenta il reale rendimento del conto corrente: di norma, nell'indicare una percentuale, la banca si riferisce sempre al tasso d'interesse al lordo della ritenuta d'imposta obbligatoria per legge, oggi fissata al 27%. Per evitare calcoli complicati, farsi comunicare anche il tasso d'interesse al netto della suddetta imposta.

Le spese


Altro elemento fondamentale da tenere d'occhio. Le voci di spesa in un conto corrente sono:
  • il costo di ogni singola operazione di versamento e prelievo
  • il costo di un assegno
  • le spese di tenuta conto
  • la spedizione dell'estratto conto.
Vediamole in dettaglio.

Versamenti e prelievi


Si possono scegliere due opzioni:
  • il regime standard, in cui le spese per ciascuna operazione sono addebitate di volta in volta con l'aggiunta anche delle spese per scrittura contabile, ossia il costo della registrazione dell'operazione nel sistema informatizzato della banca
  • il regime forfetario che consente di usufruire di uno sconto per un quantitativo prefissato di versamenti/prelievi: per un certo numero (forfait) di operazioni, che può variare da 25 a 100 secondo gli accordi, la banca richiede una somma prestabilita. Attenzione però: con il regime forfetario si risparmia solo sulle spese di scrittura contabile, ma non si evitano i costi applicati ad ogni movimento sul conto, dove previsti. Superata la soglia "forfetaria" concordata, i costi ad operazione saranno quelli standard previsti dalla banca.

Assegni


Anche se l'imposta di bollo di L. 500 prevista per legge su ogni singolo assegno è stata abrogata a partire dal 1993, alcune banche fanno pagare ugualmente il carnet di assegni.

Spese di tenuta conto


Rappresentano il prezzo da pagare alla banca per la gestione del conto corrente e vengono addebitate alla fine di ogni anno solare. Su depositi di piccola entità, che in 12 mesi maturano una piccola somma di interessi, possono anche incidere molto e in qualche caso annullare addirittura l'interesse creditore.

Invio dell'estratto conto


Molte banche offrono ai correntisti la possibilità di scegliere la periodicità di invio dell'estratto conto: mensile, trimestrale o semestrale. Si tenga anche presente che ci sono altri modi, ugualmente comodi, per controllare il saldo del conto:
  • allo sportello della propria agenzia dopo una qualunque operazione l'impiegato è tenuto, su richiesta del correntista, a fornire "saldo e movimenti", ossia la lista dei prelievi e dei versamenti effettuati in un dato periodo sul conto corrente (movimenti) e l'importo complessivo residuo in deposito (saldo)
  • in occasione di prelievi con il bancomat viene offerta sullo schermo l'opzione "saldo e movimenti", ma solo presso gli sportelli automatici di agenzie della propria banca.

Le commissioni


Oltre alle spese di scrittura contabile, molte operazioni prevedono una commissione, ossia un costo, che varia a seconda dell'istituto di credito. Le operazioni che generalmente prevedono il versamento di una commissione sono:
  • il prelievo di contante tramite bancomat presso l'agenzia di una banca diversa da quella propria;
  • il bonifico bancario;
  • il pagamento delle bollette elettriche, telefoniche, del gas, ecc.
  • l'acquisto e la custodia di titoli.